lunedì, ottobre 03, 2011

Meditazione camminata, presenza mentale e chiara comprensione - 3

del venerabile Ajahn Sucitto

© Ass. Santacittarama, 2005. Tutti i diritti sono riservati.

SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.

Traduzione di Silvana Ziviani.


Parte terza

Un’altra base è l’adeguatezza, l’adeguatezza dell’oggetto di meditazione, cioè scegliere un oggetto che produca i risultati giusti. Per esempio, forse non ha alcun senso porre l’attenzione sul respiro se si è stanchi, forse ci porterebbe solo ad addormentarci; c’è altrettanto poco senso a farlo quando la mente è molto agitata, perché non saremmo in grado di venirne a capo. In questi casi è meglio trovare un oggetto di meditazione come le sensazioni nelle mani, o quelle nella testa o nel corpo, o semplicemente la postura. Se c’è desiderio sessuale, contemplate il corpo nelle sue componenti e nei quattro elementi di base; se ci sono rancori o avversione è bene riflettere sul danno personale che questi stati possono causare e cercare di vederli in una prospettiva più ampia. Tali esercizi liberano l’energia mentale per indirizzarla verso obiettivi molto più alti. Perciò l’adeguatezza riguardo all’oggetto di meditazione o riguardo alla quantità di sforzo da impegnare, significa che attraverso la meditazione si può compiere un giusto sforzo, che non è né eccessivo né forzato, ma sufficiente per dare alla mente la motivazione ad applicarsi.

La quarta considerazione che, in un certo senso, comprende anche le altre, riguarda l’illusione, cioè la chiara comprensione dello stato mentale. In altre parole, la capacità di sperimentare queste cose in se stessi e da se stessi, invece di considerarle aspetti della personalità. E’ un po’ complicato. Spesso comporta, prima di tutto, capire le motivazioni e il perché prendiamo le energie e i mutamenti della mente in modo così personale. Su cosa basiamo la nostra auto-stima? Come siamo stati abituati a pensare o stimolati a sentire? Tali programmi e messaggi sono creati e posseduti dalla nostra personalità o è invece tutto il contrario? Ciò non significa negare la personalità, ma piuttosto notare che essa è l’agente invece che l’autore della nostra vita. Se avete orgoglio avete anche avversione.

Così c’è sempre quella necessità di mantenere un punto di vista nuovo. Possiamo cominciare usando un oggetto adeguato per la meditazione, come il respiro, il respiro completo, inspirando ed espirando e notare cosa accade. Possiamo sentirci felici, calmi, confusi o irrequieti, ma se riusciamo a mantenere la presenza mentale che nota queste esperienze mentali che sorgono e passano, allora tutto va bene. Se invece, dopo alcuni tentativi, non riusciamo a mantenere il nostro senso di equilibrio, allora dobbiamo cambiare e trovare un altro oggetto di meditazione, come ad esempio limitarci ad ascoltare il suono della mente o focalizzarci su un altro aspetto del corpo.


Fonte : http://santacittarama.altervista.org/camminata.htm


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