del venerabile Ajahn Sucitto
© Ass. Santacittarama, 2005. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Traduzione di Silvana Ziviani.
Parte prima
PER PRATICARE LA PRESENZA MENTALE NELLA CAMMINATA, cerchiamo un luogo all’aperto. L’ideale sarebbe avere un percorso lungo circa venti passi, ma se dobbiamo stare in casa probabilmente dovremmo girare intorno alle pareti di una stanza, invece che avanti e indietro. Insomma in casa dobbiamo un po’ arrangiarci, ma se è disponibile un giardino o un viale è bene usarli. Può darsi che i vicini rimangano sconcertati, potrebbero chiedersi che cosa stiamo facendo e, con molta probabilità, pensare che abbiamo perso qualcosa. Questo perché quando pratichiamo la meditazione camminata non facciamo altro che stare in piedi fermi, poi camminare per circa venti passi, fermarci, stare immobili, girarci e poi tornare indietro; e continuiamo così, andando avanti e indietro. Mentre camminiamo teniamo lo sguardo, l’attenzione degli occhi, leggermente posata sul terreno di fronte a noi, a circa due o tre metri di distanza, in modo che la testa sia appena inclinata verso il basso. Invece di guardare qualcosa in particolare, cerchiamo di mantenere l’attenzione raccolta. Questo è importante perché se cominciamo a guardare tutto ciò che ci sta intorno, saremmo completamente distratti. Ciò che avviene durante la meditazione camminata è che ci sono tante di quelle cose che passano comunque per la mente che è molto utile imparare a mantenere uno sguardo leggero, senza fissarlo su nulla in particolare. Mentre camminiamo avanti e indietro ci accorgeremo presto che quando vediamo qualcosa, la mente subito si fa sentire: "Oh, guarda quel fiore, quell’uccello...", e la stessa cosa capita con l’udito, il pensiero e le sensazioni. Ma l’idea è quella di mantenere una posizione centrata in modo che le cose scorrano accanto a tale posizione centrata mentre camminiamo.
Per intensificarla un poco, generalmente cerchiamo, camminando, di posare l’attenzione sulle sensazioni dei piedi. Mentre nella meditazione sul respiro l’attenzione è focalizzata sull’inspirazione e l’espirazione, in quella camminata tale attenzione va spostata sulle sensazioni nel piede: il piede sinistro che tocca il suolo, poi il piede destro che tocca il suolo. Questo ritmo agisce come una specie di linea portante, o tema di sottofondo, al quale continuiamo a fare riferimento e a portare la nostra attenzione, man mano che attraversiamo i mutevoli campi della coscienza sensoriale. Quando poi arriviamo al termine del percorso, ci fermiamo e proviamo ad espandere l’intera consapevolezza dalla pianta dei piedi fino alla cima della testa, cercando di immaginarci come un palo o un albero, o semplicemente stando in piedi, in modo che l’intero corpo sia vigile e attento. Chiudiamo gli occhi, inspiriamo ed espiriamo alcune volte, sentendo che sensazioni si hanno a stare in piedi immobili. Poi ci giriamo e torniamo indietro. Ci fermiamo al termine del percorso, stiamo fermi, respiriamo due o tre volte, ci giriamo e riprendiamo a camminare. Mantenetevi sempre tranquilli. Ci sembrerà che la mente corra di qua e di là, ma invece di pensare alla "mia mente" che salta dappertutto, pensate alle cose che saltano tutt’intorno alla mente, limitandovi a lasciare che le cose scorrano a loro piacere, rimanendo calmi e tranquilli. Poi contemplate e notate l’esperienza del cambiamento di tutto, del fluire di tutto.
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