Quando non vediamo la natura delle cose, la nostra visione si oscura. E a causa dei nostri preconcetti, dell’attaccamento e dell’avversione, delle nostre attrazioni e ripulse, non vediamo gli organi sensoriali e gli oggetti sensibili nella loro vera natura, inseguiamo miraggi e illusioni. Gli organi sensoriali ci illudono e ci sviano, ci impediscono di vedere le cose nella loro vera luce e la nostra visione diventa distorta.
Il Buddha elenca tre illusioni o distorsioni che imprigionano la mente: il processo illusorio della percezione, del pensiero e della visione. Imprigionati in queste illusioni, percepiamo, pensiamo e vediamo in modo non corretto. Percepiamo come permanente ciò che è impermanente; soddisfacente ciò che è insoddisfacente, vedendo piacere e felicità nella sofferenza, un Sé dove non c’è alcun Sé, vedendo un’anima dove non c’è alcuna anima, e bellezza nella repulsività.
Gli aggregati fisici e mentali, essendo soggetti al processo di causa ed effetto, passano attraverso gli istanti inconcepibilmente rapidi del sorgere, esistere e cessare, come le onde dell’oceano o come un fiume in piena che straripa e rientra nel suo letto. La vita dell’uomo viene paragonata a un impetuoso torrente di montagna, che muta in continuazione come la corrente.
Dovremmo vedere con chiarezza che l’essere che per finalità pratiche definiamo un uomo, una donna o un individuo, non è assolutamente statico, ma un fenomeno in continuo e costante mutamento. Vedendo sotto questa luce la vita e tutto ciò che essa implica, e comprendendo con l’analisi che il cosiddetto essere non è che una mera successione di aggregati fisici e mentali, le cose sono viste nella loro realtà. Non manteniamo più l’errata visione in una «persona», nell’anima o in un Sé, perché la retta comprensione ci mostra tutti i fenomeni dell’esistenza come dipendenti da cause, ognuno condizionato da altri, e la sua esistenza condizionata da relazioni. Come risultato non percepiamo più, nel processo vitale, alcun «io», nessuna durevole entità psichica, nessun ego, nessun Sé e nulla che appartenga a un Sé. Ci siamo liberati dal concetto di anima microcosmica e di anima macrocosmi.
Il cammino della libertà interiore - Insegnamenti buddhisti di Nyanaponika Mahathera – edizioni Magnanelli |
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