Il Buddha è vissuto nel V secolo a. c., nell'India del nord. Per il millennio e mezzo successivo i monaci buddisti portarono per tutta l'Asia testi e immagini, seguendo il celebre invito del loro maestro: "andate per il bene di molti, per la felicità di molti, mossi dalla compassione verso il mondo, per il bene, il beneficio e la felicità di dèi ed esseri umani. Che non vi siano due di voi che vadano nella stessa direzione". Nel XIV secolo, il buddhismo era quasi scomparso del tutto in India. Le ragioni di tale scomparsa furono complesse, ma ebbe conseguenze profonde. Il crollo delle istituzioni buddhiste in lndia sarebbe stato un fattore cruciale nella futura carriera del Buddha in Europa quale fondatore di una grande religione mondiale; Perché, quando finalmente gli studiosi europei (in particolare quelli della Compagnia britannica delle indie Orientali) istruiti nelle lingue dell' Asia meridionale cominciarono lo studio sistematico della cultura e della storia dell'India, quello che essi chiamarono buddhismo era ormai una reliquia. Sebbene vi fossero buddisti pressoché ovunque in Asia, non ce n'erano più in India. C'erano invece monumenti (spesso in rovina) statue (spesso danneggiate), e testi. Questi furono i materiali con i quali gli studiosi europei edificarono il buddhismo. Centrale in questo processo fu l'adozione europea del Buddha - un grande uomo, ma sempre e comunque un uomo - che era stato abbandonato dalla tradizione che aveva fondato, una tradizione che lo aveva rapidamente deificato, man mano che la sobria comunità di monaci che egli aveva stabilito aveva ceduto alle richieste della laicità, superstiziosa dalla quale dipendeva per le elemosine.
Buddhismo e scienza di Donald S.Lopez Jr.
Ubaldini editore- Roma
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